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Interessantissimo lotto di documenti sulla discriminazione dopo le Leggi Razziali del 1938
La documentazione allegata inizia con la data del 13 agosto 1938, anno XVII del Partito Fascista (FE), con una comunicazione interna del Segretario del Partito Fascista Nazionale di Torino al Segretario Federale del PNF di Trofarello (Torino).
In questa lettera, il Segretario comunica che il signor Giuseppe Ottolenghi aveva richiesto la possibilità di discriminare i genitori nel provvedimento statale sulla purga degli ebrei. Il 31 agosto 1938, il Segretario del Partito Fascista comunica che Ottolenghi, di origine ebraica, si era dimesso dal PNF. Il 20 settembre 1938, il Segretario del Partito Fascista di Torino scrive a Ottolenghi, ringraziandolo per le dimissioni dal Partito Fascista Nazionale di Torino (Ottolenghi era fascista fin dagli inizi), e ringraziandolo anche per il prezioso servizio reso durante gli anni di militanza. Il 16 dicembre 1938, il Segretario del Partito Fascista di Torino scrisse al Segretario del Gruppo di Combattimento Fascista di Trofarello (città natale degli Ottolenghi) affermando che ai fratelli Ottolenghi (Carlo Alberto e Giacomo Emilio) erano state confiscate le tessere e i distintivi di appartenenza al PNF perché ebrei.
In risposta a questa lettera, il Segretario del Partito Fascista scrisse agli Ottolenghi il 18 dicembre 1938, invitandoli a presentarsi in sede per restituire tessere e distintivi.
Dal 28 dicembre 1938 ci sono copie di lettere inviate dal Segretario del Partito Fascista di Trofarello (Cattaneo) all'Ispettorato Federale della XXVII Zona di Torino. In queste lettere, Ottolenghi dichiara apertamente i suoi meriti verso la Patria, come combattente durante la Prima Guerra Mondiale (in un plotone d'armi) e come membro delle Squadre d'Azione dal 1921 al 1922, quindi fascista fin dall'inizio. Menziona anche i suoi genitori, che meritano discriminazione perché, pur essendo entrambi deceduti, si erano dedicati ad opere di assistenza e di progresso sociale.
Questa documentazione è interessante perché, sebbene le disposizioni inerenti alle leggi razziali fossero state applicate, il fascismo trovò di fatto una soluzione di stampo italiano, concedendo agli ebrei la possibilità di sopravvivere alle leggi razziali in vari modi. Tra le ragioni più comuni vi erano l'aver combattuto nella Prima Guerra Mondiale, l'essere stati membri del PNF fin dal 1919, l'aver partecipato alla Marcia su Roma (circa 700 ebrei parteciparono alla Marcia su Roma ), ecc.
Nonostante avesse sospeso i professori ebrei dalle università statali, Ottolenghi, ad esempio, era professore di medicina il regime fascista aveva permesso agli ebrei di avere scuole primarie e secondarie. Se in una determinata località gli studenti ebrei non erano in numero sufficiente per avere una scuola propria, potevano comunque frequentare le scuole statali... almeno fino al 1943 poi con la presenza delle truppe germaniche le cose peggiorarono