Indro Montanelli si permise di scrivere a guerra ancora calda, nel 1946, un incredibile pamphlet titolato Il buonuomo Mussolini. Il fondatore del Giornale immagina di ricevere da un prete di campagna il testamento di Mussolini. Un artifizio retorico che permetterà a Montanelli, attraverso l’io narrante del Duce morente, di raccontare alcune verità che altrimenti sarebbe stato complicato rintracciare in quella particolare situazione storica.